martedì 17 marzo 2009

Questione di tempo (parte 2)

Ma come facciamo a scendere dal treno?

Per riuscire a comprendere come muoverci nella quarta dimensione dobbiamo necessariamente ricorrere ad un piccolo trucco. Dobbiamo fare un passo indietro ed immaginare un mondo a due dimensioni, dove esista solo “destra-sinistra” e “avanti-indietro”:  un foglio di carta ma senza spessore.

Ora disegniamo un piccolo cerchio sul foglio ed avremo un flatman, un abitante del nostro mondo a due dimensioni.

Disegniamo un quadrato intorno al cerchietto ed avremo dato una casa a flatman. Disegniamo un altro cerchietto ed avremo dato una moglie a flatman. E cosi’ via.

Ma se un giorno dicessi a flatman: “per favore, puoi andare al piano di sopra?” è come se dicessi a voi “per favore, puoi andare al piano di jaxa?”. Flatman non conosce il sopra, come voi non conoscete il jaxa. Per dirla in altri termini, flatman non ha la percezione della terza dimensione, come voi non avete la percezione della quarta.

Ma il fatto di non averne percezione non significa che non esista.

A questo punto, dato che siamo un po’ sadici, iniziamo a sconvolgere la vita di flatman e facciamogli capire che esiste una terza dimensione e come muoversi all’interno di essa.

Prendiamo flatman, alziamolo dal foglio e rimettiamolo in un altro punto. La moglie (che a questo punto sarà già impazzita) vedrà flatman scomparire all’istante, per poi ricomparire in un altro posto.

Flatman sarà quindi in grado di accelerare il tempo, potendo percorrere qualunque tragitto in un tempo brevissimo.

Ma osiamo oltre. Prendiamo flatman, alziamolo dal folgio e lasciamolo nella terza dimensione. La vita continuerà a scorrere nel suo mondo, metre lui sarà in uno stato di “sospensione”, non usurato dal tempo che passa. Aspettiamo qualche anno e rimettiamo flatman al suo posto. Cosa racconterà sua moglie? “un giorno ho visto sparire mio marito all’improvviso, per poi vederlo ricomparire anni dopo cosi’ com’era, come se il tempo per lui non fosse passato”. Ed ecco che flatman è riuscito a fermare il tempo.

Proiettiamo ora il tutto nel nostro mondo. Se qualcuno ci prendesse e trasportasse nella quarta dimensione (fuori dal treno riprendendo l’esempio di prima) spariremmo con un “puff” come successo per flatman,  per ritrovarci in un altro posto e magari in un altro tempo.  

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